venerdì 25 febbraio 2011

Problema (del) medico

-         Buongiorno dottore.
-         Ciao Titania. E’ da un po’ che non ci vediamo, come va?
-         Bene, grazie. Sono qui solo per il certificato medico per la piscina.
-         Ok, siediti lì che ti provo la pressione. A casa tutto bene?
-         Sì sì grazie. Senta, già che sono qui le volevo accennare a un problema… non so se può aiutarmi.
-         Se posso volentieri. Dimmi tutto.
-         Io, praticamente da sempre, soffro di claustrofobia, a livelli più o meno alti a secondo dei periodi. Ecco, ora siamo in un periodo brutto.
-         Mi dispiace
-         Pensi che qualche mese fa siamo andati a un matrimonio a Morbegno, e io ho costretto mio marito a partire 20 minuti prima degli altri per fare il lungo lago invece delle gallerie. Vorrei evit…
-         Uh, non me ne parlare! Una volta sono andato a Lecco e al ritorno c’era coda, siamo rimasti 20 minuti sotto la galleria, quella lunga 5 chilometri… C’era mia sorella in macchina, che anche lei soffre di claustrofobia, che stava impazzendo. Non sapevo più come calmarla. Un viaggio da incubo. Non ci siamo più tornati
-         Ehm… sì, capisco… mi dispiace. Quindi, si può far qualcosa?
-         Niente
-         Niente?
-         Ma, qualcuno prova con la psicoterapia, ma è difficile. Piuttosto una calmante quando sai che devi fare un viaggio, intontisce un po’… te lo prescrivo?
-         Beh, non so, magari sì. Però non risolve il problema, perché c’è la questione degli ascensori. Ieri sono andata all’Ordine dei giornalisti, il portiere mi ha indicato l’ottavo piano poi è rimasto a guardarmi allibito mentre prendevo le scal…
-         Uh, non me ne parlare! Sono andato con la famiglia in un mobilificio. L’architetto ci porta all’ascensore, e io gli chiedo ‘ma non si ferma?’ e lui mi ha rassicurato. Invece, si è bloccato. Ha chiamato l’assistenza, ma abbiamo dovuto aspettare 40 minuti che arrivasse. C’era con noi anche una coppia giovane, lei a un certo punto è scoppiata a piangere, mio figlio era terrorizzato. Un’esperienza da incubo. Non ci siamo più tornati.
-         Ehm… sì… mi dispiace. Quindi, si può far qualcosa?
-         Niente.
-         Niente…
-         Purtroppo
-         Dottore, allora io andrei. Buona giornata e grazie tante.
-         Figurati, quando hai bisogno, sono qui.


Sul divano
-         Sei stata dal medico?
-         Sì. Pensa che il certificato l’ho pagato solo 10 euro. E’ onesto.
-         Bene, ma per l’altro problema?
-         Credo che il dottore abbia bisogno di aiuto.

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